MERCEOLOGIA , NUOVE TECNOLOGIE E IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA

 

Ragazzi imparare ad imparare. (Titolo della canzone “ ma noi no” ) .

Sono le parole di una canzone dei Nomadi, la voce di Augusto Daoglio era inconfondibile, beveva

vino con Guccini e cantava per i giovani d’allora, fumava troppo, lo fermò per sempre un tumore.

La libertà, la natura, le colline con i colori dell’autunno, le vigne prima della vendemmia, splendide

vedute, come quelle di chi ama il mare e si ferma per ore su un alto promontorio a guardare e sognare di vederlo sempre azzurro, un po’ più scuro del cielo sovrastante, azzurro anche lui.

E le montagne, ad ottobre, quando sulle alte vie, a piedi, puoi guardare lontano, se il tempo è

bello vedi tutte le cime intorno a te ed impari a riconoscerle, cominci da giovane e non te le scorderai mai più, per tutta la vita, anche quando non avrai più la forza e le gambe per rivedere quei paesaggi. I verdi alpeggi ove in estate passavi vicino alle mucche che pascolano in

mezzo ad un silenzio celestiale che ti sussurrava,………..” imparare bisogna imparare”.

Ci riempiamo la bocca con la parola Ecologia, cosa vuol dire? Dal greco Ecos logos, studiare, raccontare il rapporto tra l’uomo e l’ambiente, cioè tutto quello che ci circonda in natura,

la terra, il cielo, i fiumi, i laghi, il mare, il rapporto con il regno vegetale ed il regno animale.

Se vogliamo continuare a godere di tutto ciò, abbiamo il dovere di mantenere pulito l’ambiente,

sano e bello come fosse un nostro figlio, in quanto a lui ed ai di lui figli dobbiamo riconsegnarlo tale. L’importanza delle parole, raccontiamole le parole, per dare forza e verità al tema ambientale.

Da quando è nata la vita sul nostro pianeta sono avvenute trasformazioni epocali, il più delle volte

provocate da fenomeni naturali quali eruzioni vulcaniche, terremoti, asteroidi precipitati sulla terra

ed altri ancora, poi è intervenuto anche l’uomo con il progresso, le scienze, le nuove tecnologie.

Quindi dobbiamo imparare a conoscere tutti questi fenomeni di cambiamento, naturali o innescati

dall’uomo, dal suo modo di vivere, cambiato radicalmente nei millenni, anche per difendersi

dalle calamità naturali e poi per soddisfare le esigenze materiali del benessere che un po’ alla volta

l’uomo ha sempre cercato. Soprattutto è il comportamento dell’uomo che va migliorato.

Non sempre, sia alle catastrofi naturali che alle nuove scienze e tecnologie l’uomo ha saputo

rispondere in modo corretto, molte volte per migliorare una data situazione o un determinato sistema ha impostato dei rimedi all’apparenza utili ma in realtà a volte dannosi a sé stesso

o, in tempi relativamente più lunghi, dannosi all’ambiente in cui l’uomo vive e di conseguenza dannosi all’uomo medesimo. Ecco perché bisogna imparare ad imparare, cioè a vedere le cose che cambiano, sotto tutti gli aspetti, ricordandoci sempre che ogni medaglia ha un suo rovescio che

normalmente è diverso rispetto al lato che stiamo osservando. Appunto, occorre il praticando.

Basta pensare ai cosiddetti bugiardini dei medicinali che contengono un tal numero di controindicazioni che consiglierebbero di non assumere quel medicinale, di cui però abbiamo bisogno, a volte per salvarci la vita, allora deve entrare in campo l’imparare, occorre saper valutare benefici ed effetti, per questo solo lo studio, quello vero, quello di sacrificio, in ogni campo, ci può salvare, ci può ricambiare generosamente indicandoci la strada da percorrere.

Prendere o non prendere quella medicina, affrontare o non affrontare un dato cambiamento di

abitudini, ad esempio promulgare una determinata legge, può essere salvifico ma anche il suo contrario se non ben valutata in tutte le sue conseguenze.

La Chimica, quella pratica, così cara ad un grande scrittore come Primo Levi, fin dalla sua nascita

scientifica con Antoine-Laurent de Lavoisier, autore della prima legge della chimica come scienza.

La somma dei pesi delle sostanze che entrano in reazione tra di loro è uguale alla somma dei pesi delle sostanze prodotte. In pratica, quando spiegava ai dottori del tempo la sua legge, diceva:

nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.  Troppo avanti per i suoi tempi, condannato,

in piena Rivoluzione Francese fu ghigliottinato. Fu il primo a capire cosa è una combustione.

Per fortuna oggi non ghigliottinano più, però quanti scienziati di sincero intelletto vengono posti

alla berlina e quanti maneggioni sfruttano il populismo del momento, le convenienze, anche sui temi ambientali. Facciamo alcuni esempi.

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Biscotti, senza olio di palma? Cosa sono gli OGM del granoturco e perché continuano a produrre

mais geneticamente modificato? Ed i sostitutivi dello zucchero che ai biscotti ed alle bibite danno un gusto quasi da medicinale, a chi servono? Quindi, senza olio di palma, senza zucchero, senza OGM, senza glutine, siamo in attesa del prossimo slogan di marketing. E, altro tema, il motore Diesel, anche di ultima generazione, improvvisamente” unica “causa d’inquinamento nelle città. Altro ancora, come mai è nato il fenomeno dei vegani in campo alimentare e gli animalisti hanno influenzato anche il campo dell’abbigliamento moda? Niente di male però occorre chiarezza.

Potremmo andare avanti ancora ma è meglio cominciare a dare qualche risposta, sempre nell’ottica dell’imparare a distinguere i problemi, altrimenti il progresso, soprattutto sui temi della salute e dell’ambiente risulta deformato, quasi sempre purtroppo per interessi di parte.

Cominciamo dall’olio di palma, il problema è soprattutto per i Paesi produttori che deforestano

intere zone per fare piantagioni di palme, molto redditizie. Poi bisogna dire che un buon olio di palma è meglio di uno scarso di girasole o di soia, è più un problema ambientale che alimentare.

Inoltre se devi fare biscotti, anche il girasole va bene ma se devi fare torte, creme e dolciumi, è difficile farli buoni senza la palma o il burro cacao. Altrimenti devi passare a grassi di origine animale come il burro o lo strutto, grassi cosiddetti saturi, mentre gli insaturi come l’extra vergine

d’oliva proteggono meglio l’organismo, per esempio dalla presenza di colesterolo nel sangue.

Detto questo le ditte produttrici di biscotti vendono di più scrivendo, senza olio di palma. così tutti

dietro su questa strada. Il medesimo discorso si può fare sul senza glutine, che è importantissimo

per i celiaci, però oggi si scrive senza glutine su prodotti che per loro natura, riso es. , non possono contenerlo. Evidentemente un celiaco si sente più tranquillo quando legge senza glutine in

generale. Gli OGM, diventati importanti in quanto i semi di mais sono alla base dell’allevamento dei polli che finiscono sulle nostre tavole. Ormai quasi tutto il mais prodotto nel mondo è geneticamente modificato, per via che le piante di granoturco non hanno più bisogno di anticrittogamici per crescere bene senza malattie e con dei chicchi belli grossi e sani. Dagli ultimi

studi sembra che i vegetali OGM non incidano sulla salute, però la genetica ha tempi

molto lunghi, quindi eventualmente sapremo molto più avanti nel tempo se influiscono negativamente sull’uomo.

Lo zucchero, se una persona non è diabetica o non ha la glicemia alta per altri motivi, fa bene, sicuramente meglio dell’aspartame o degli altri dolcificanti chimici. Lo zucchero viene bruciato subito. È un formidabile energetico di origine vegetale, sia da barbabietola che da canna. Quello di canna ha un po’ meno saccarosio ed è per questo che oggi va di moda tra le persone che non vogliono lo zucchero. Altri argomenti, come vanno le cose, oltre il gusto, su salute ed ambiente?

Tema d’attualità ambientale, le vetture Diesel, massacrate per via delle polveri sottili che inquinano

le nostre città. Occorre dire subito che quasi tutte le combustioni producono polveri sottili e poi il problema è che oggigiorno controllano molto con le centraline per determinare queste ultime. Ma

se ripristinassero seriamente i controlli del benzene nell’aria delle nostre città, tutte le auto a benzina con le marmitte catalitiche, mai cambiate, quanto benzene, tra l’altro fortemente cancerogeno, troveremmo nell’aria? Come vedete qui il tema ambientale si sposta su cosa stai cercando, un eventuale altro qualsiasi inquinante, potenzialmente pericoloso, se non lo cerchi, ovviamente non lo trovi. Nella mente delle persone ormai è impresso il fatto che una cosa chimica fa male, oggi va il

biologico, in contrapposizione alla “chimica” si usa il termine “naturale”. Naturale fa bene, non è

sempre vero. Socrate morì bevendo un infuso di cicuta, che è un vegetale. Vi sono i funghi

velenosi. Si potrebbe andare avanti con molti esempi. Cosi come la chimica, senza di lei non avremmo la quasi totalità delle cose che ci aiutano ed agevolano nella vita di tutti i giorni.

È l’uso sbagliato della chimica che fa male e ricordando Lavoisier, sono le emissioni che occorre

controllare, separare e smaltire in modo scientifico e senza danni per le persone e per l’ambiente.

Purtroppo per motivi sempre legati ai soldi, al guadagno, al risparmio etc., i regolamenti e le leggi

vengono disattesi, così abbiamo lo scempio che tutti i giorni abbiamo davanti ai nostri occhi a

cominciare dal problema dei rifiuti.

 

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I rifiuti sono diventati il miglior affare nazionale ed internazionale per gente senza scrupoli. Lo smaltimento dei rifiuti è sempre stato un lavoro redditizio per le persone e le aziende incaricate.

Al tempo erano dei privati ad occuparsi dei rifiuti condominiali, uomini abituati con delle pale

a riempire le ceste di rifiuti maleodoranti, rovesciarle in un cassone aperto di autocarro e trasportarli

nelle discariche autorizzate, che agli inizi erano degli enormi buchi riempiti, i quali andando in altezza, diventavano, ricoperti di terra ed inseminati delle verdi colline. Le discariche, oltre a mollare liquami inquinanti ed esalare fetidi e pericolosi odori, in breve tempo diventarono troppe ed ingombranti. Per cui ad ogni comune una discarica andava bene purché lontana dal centro abitato e possibilmente sul territorio di un altro comune,oggi usando i nuovi autocarri tritatutto. Poi sono nati

i primi termo valorizzatori, ove si brucia l’immondizia e si cerca attraverso diversi metodi di recuperare calore e di trasformarlo, per esempio in energia elettrica. Tutto bene tranne il fatto che,

come già detto, dalle combustioni si sviluppano fumi, molto spesso nocivi, quindi occorre abbattere questi fumi e non permetterne lo spandimento nell’aria. Sono problemi risolvibili a livello

industriale che necessitano di avere moltissimo materiale da bruciare e possibilmente di qualità tale

da non avere produzione di fumi con diossina, prima d’immetterli in atmosfera. Nascono situazioni pro e contro i termo valorizzatori e poi alla fine tutti li vorrebbero. Sono un efficace sistema di soluzione di un problema, però se sono distanti ed a casa d’altri, addirittura all’estero, per la gente è meglio. Così si organizzano trasporti in siti lontani dell’immondizia, cosa che se lo si chiedeva ad un bambino dei tempi andati, ti rispondeva se eri matto. Se ben funzionanti possono stare in città.

Contemporaneamente nasce la raccolta differenziata, prima quella della carta, poi del vetro e delle lattine di alluminio, poi di seguito quella della plastica e degli scarti organici della cucina. Anche qui occorrono sistemi di recupero e riconversione industriale, al fine di rendere tali recuperi differenziati utili e materie prime-seconde per la produzione di nuovi materiali utilizzabili.

Dalla carta, nuova e differente carta, dal vetro altro vetro, dall’alluminio altro alluminio,

dalla plastica, che è un polimero ,altri polimeri ,utilizzati per esempio nell’abbigliamento pile .

Anche con l’organico complicati trattamenti portano alla produzione di nuove sostanze organiche.

Evidentemente non è tutto così facile, basti pensare all’enorme quantità di plastica che ormai inquina i nostri mari e gli oceani, si ritrovano nello stomaco dei cetacei e possono arrivare sulle nostre tavole, molecole degradate di polimeri vari, anche quelli biodegradabili,anche nei pesci.

Quindi, non sarebbe meglio tornare ai sacchetti di carta ed alle bottiglie dell’acqua minerale nel vetro o nel policarbonato come i biberon, lavati e riutilizzati,dietro cauzione. E’ l’uomo il problema.

Già alcuni decenni fa, cosa analoga, per i fiumi e per i mari erano i tensioattivi non biodegradabili utilizzati nell’industria, per esempio tessile o conciaria, ma anche nella produzione della carta o nelle lavanderie industriali ed anche nell’uso dei detergenti domestici.A parte la solita incuria umana

si è in gran parte risolto il problema con l’uso di tensioattivi biodegradabili ed adeguati impianti di depurazione. Qui occorre ricordare l’uso contemporaneo dei polifosfati nei detersivi, usati per ottenere un bianco che più bianco non si può, se in eccesso, ai primi caldi i fiumi e le coste del mare si ritrovano completamente ricoperti di alghe per il fenomeno della eutrofizzazione. Queste

alghe hanno troppo da “mangiare”, sono dei vegetali che poi muoiono , vanno in putrefazione e conseguente inquinamento massivo e maleodorante. Quindi detergenti liquidi e pochi polifosfati.

Ritornando alle combustioni ed al rilascio di fumi più o meno inquinanti, nella produzione di energia da combustione, solo l’idrogeno, bruciando, produce un fumo non inquinante, cioè vapore

acqueo, però è un elemento difficile da produrre, in più volatile, s’incendia ed esplode. Oggi è

sicuro e conveniente il metano o il suo quasi omologo GPL, bruciando producono meno CO2 ,meno effetto serra nell’aria,l’elettrico,buona soluzione,però bisogna produrla l’energia elettrica,come,dove?

Potrà essere vincente se l’uomo cambierà il suo modo di vivere e di trasportare le merci in modo

radicale, cioè per semplificare auto elettriche in città, questo si, ma è difficile al momento pensare a grossi autocarri, pesanti e carichi, in viaggio per l’Europa con trazione elettrica a batteria.

Quindi sempre più trasporti su rotaia o comunque nuovi tipi di ferrovie, sollevate ,magnetiche .   3

 

Abbiamo tralasciato numerosi altri temi sull’energia e sull’ecologia, sulla visione di un mondo

sempre più green, per esempio occorre ricordare le energie prodotte da fonti rinnovabili, come

l’eolico. Sono poi così belle ed efficienti queste enormi pale rotanti? Vi sono posti splendidi dove

la natura dimostra tutta la sua bellezza, deturpati da distese di pale. Lasciando agli esperti i calcoli

della convenienza energetica, quando saranno fuori uso, da sostituire ,si sono previsti i problemi

della loro rottamazione? I pannelli solari ed il fotovoltaico,es. per la produzione di acqua calda,o energia per riscaldare un ambiente bisogna ripensare tutto il modo di costruire le case e comunque i pannelli , al momento sui tetti o tettoie va bene , ma su distese di prati direi di no , inoltre sono un

rifiuto speciale al momento del loro smaltimento. L’idroelettrico, ottimo. Ma a volte incontra difficoltà proprio sui temi ambientali, soprattutto in montagna. Comunque la velocità di cambiamento di usi e consuetudini oggi nell’era informatica è velocissima. Solo i più bravi in questo settore hanno le menti per vedere lontano. Hanno quello che viene chiamato visione del futuro. In mezzo a tante cose che non si potranno realizzare, ci sarà sempre qualcuna realizzabile, con la speranza che sempre l’innovazione, non porti a conseguenze negative non preventivate.

Tra le fonti di energia rinnovabile ultimamente anche la geotermia è presa in seria considerazione.

Appositamente, in ultimo , in questo piccolissimo trattato di spicciola merceologia ed ecologia

abbiamo lasciato le tematiche riguardanti il mondo animalista, le opinioni e le forti pressioni di parte , circa l’allevamento degli animali ed anche la preservazione delle specie animali libere

in natura ed in pericolo di estinzione. Per quanto riguarda l’allevamento degli animali da parte dell’uomo, per la produzione della carne, occorre parlare un pochino dei vegetariani e soprattutto

del mondo vegano, vera e propria “setta”, diciamo intellettuale, che non ha proprio ben presente

le conseguenze a lunga scadenza di detta scelta di vita. Di seguito quindi, il tema sarà l’allevamento

degli animali da carne, l’uso di un  suo sottoprodotto  importante, cioè la pelle, nonché le incongruenze soprattutto nella moda contro l’uso di pelli e pellicce, magari indossando il piumino migliore, quello che tiene caldo ed è alla moda. Si, quello con le vere piume delle povere oche, sicuramente eliminate per fare lo squisito paté de fois gras, con il loro fegato. Nessun animale d’allevamento viene abbattuto per la pelle. Lo shearling è montone, le lane pregiate sono di tosa, alligatori, pitoni, struzzi etc. sono allevati per la produzione di carne alimentare, solo le pelli da

pellicceria sono allevate per il loro pelo (volpi ,visoni ecc.) sempre meno di moda .Uso di strisce.

La carne viene utilizzata per produrre diversi tipi di proteine, non per alimentazione.

L’uomo fin dai tempi delle caverne, nell’età della pietra ha imparato a cacciare ma soprattutto ad allevare gli animali, si è cibato della loro carne e si è ricoperto della loro pelle. Certo ha pure imparato a coltivare i vegetali ed a cibarsi dei medesimi, cioè l’uomo è onnivoro. Si può fare, per vari motivi, una scelta di dieta vegetariana, ma privarsi anche degli alimenti di origine animale, come il burro, i formaggi, il miele, il latte, le uova, contenenti le proteine e vitamine, soprattutto quelle del gruppo B, come la B12, indispensabile per una sana crescita del sistema nervoso centrale, è veramente una scelta suicida.

Il pensiero di una mamma vegana che allatta il suo bimbo, ed il suo latte, ovviamente, è carente di B12 e poi dice che tanto al bambino dà gli integratori contenenti B12 fa accapponare la pelle. Questa mamma non vuole abbattere gli animali d’allevamento. Pensiero nobile, anche condivisibile ma essa non conosce che l’industria farmaceutica per produrre la vitamina B12, per esempio, parte da sostanze di origine animale, il rumine dei bovini. Bisogna comunque allevare i bovini, i suini ,la B12 si ricava da batteri presenti negli organismi animali, nei vegetali è pochissima e dispersa .

Al limite la ragione sta nell’allevarli in modo congruo senza procurare inutili sofferenze, ed una qualità di vita che poi ci ritorna attraverso degli approvvigionamenti annonari più sani e più buoni al consumo ,La pelle, quindi, soprattutto la bovina, la suina e la ovi-caprina sono un sottoprodotto dell’industria alimentare, è una cosiddetta materia prima-seconda,permette una economia circolare.

Cosa facciamo, la buttiamo via o la trasformiamo in comode scarpe, pelletterie e quant’altro. E poi, nessuno dice o scrive sui media ,non di settore, che una pelliccia cosiddetta ecologica, essendo

un prodotto di sintesi polimerica non biodegradabile, è inquinante per l’ambiente molto di più di un

prodotto proveniente dalla concia di un pellame grezzo naturale quindi degradabile.             4

 

 

In pubblicità la parola ecopelle in realtà vuol dire prodotto sintetico, quindi non solo non è eco

ma non è neanche pelle.

Concludendo, ragazzi imparare ad imparare, vuol dire conoscere bene cosa stiamo facendo, la medaglia o moneta ed il suo rovescio appunto, per valutare bene le cose senza farci ingannare da soluzioni apparentemente facili o peggio ancora seguendo deleterie mode del momento.  Occorre sempre guardare lontano e soprattutto studiare e perseguire la verità e farla conoscere

attraverso i fatti e l’uso dell’energia delle parole.

 

Giovanni Gola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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